La “Kamra-E-Faoree” sembra sia stata inventata tra Kabul e Peshawar nel secolo scorso da chissà quali saperi, viaggiati insieme alle guerre e alle condutture di petrolio (ma ne abbiamo viste anche a Cuba, in Sudamerica, e anche nel Mezzogiorno d’Italia).

Consisteva di una grossa scatola di legno capace di essere macchina fotografica e camera oscura nello stesso tempo. Di costruzione artigianale, la si trovava negli angoli delle città afghane col fotografo di strada pronto a fare fototessere e consegnarle al cliente in una decina di minuti.

Col progressivo abbandono della fotochimica, ma soprattutto a causa del crescente controllo del paese da parte dei talebani che vietarono l’uso delle immagini, i fotografi furono costretti ad abbandonare o a distruggere i loro equipaggiamenti.

 

Uomo con macchina per fototessere da strada, foto di Gianni Berengo Gardin, Puglia, 1966

 

Come funziona ?

Una Afghan Box Camera è una grossa scatola, oscura all’interno, divisa in due settori: quello della macchina fotografica, per catturare le immagini; e quello della camera oscura, per svilupparle.
Il materiale usato è la carta fotosensibile in bianco e nero, in quanto facilmente reperibile e manipolabile. Non viene usata pellicola fotografica perchè troppo difficile e delicata per affrontare una lavorazione in strada, quindi fondamentalmente la produzione dell’immagine procede attraverso due momenti:

1- Voi vi mettete in posa belli comodi, pazientate un attimo che vi si metta a fuoco e rimanete immobili qualche secondo. CLIC! Venite fotografati su un pezzo di carta, che poi viene sviluppato grazie al manicotto oscuro, attraverso il quale il fotografo può infilare la mano dentro la macchina e condurre la foto sulle vasche contenenti gli acidi di sviluppo e fissaggio (non fanno male alla pelle! Il fotografo non si scioglierà! #dontworry). Così facendo si ottiene una immagine negativa su carta.

2- Il pezzetto di carta negativa ottenuto, quindi, si rifotografa, posizionandolo sul braccio portafoto esterno, ripetendo il ciclo di scatto e sviluppo di un nuovo pezzetto di carta. Lo sapevate? Fotografando un’immagine negativa si ottiene un positivo (#sappiatelo), quindi… la fototessera è fatta! Giusto il tempo che si asciughi, potete passare alla cassa ed esibire il vostro nuovo documento per l’espatrio.

 

La ricostruzione

La Afghan Box Camera, dopo essere stata cacciata dal medio oriente, ha trovato rifugio al Cuartonigro Photolab. A Perugia ha avuto modo di conoscere l’occidente civilizzato e se ne è proprio innamorata. Ricostruita con la manica di un vecchio bomber, tre pezzi di un vecchio mobile della mia cucina, qualche tappo di bottiglia e plasticaccia capitalista varia, ora si fa chiamare “Christian Pop Camera”. Rifiuta il ruolo impostogli di mera fototesseratrice; al suo interno accadono apparizioni magiche: ella può fotografarvi insieme ai vostri supereroi occidentali preferiti!

 

 

Seguendo la pagina di Cuartonigro Photolab è possibile essere aggiornati circa gli appuntamenti itineranti di live-Afghan fototesseramento.

Le immagini seguenti, che documentano l’uso della Camera, sono state effettuate da Movimento Creative Label nella splendida location dell’azienda agricola Il Filo di Pagliafedelissimi sostenitori del progetto fin dalla prima ora.

 

Annunci
1 commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: