Il progetto solargrafico collettivo #almanaccostenopeico continual al Perugia Social Photo Festival.
Dopo l’affissione dei primi 30 barattoli, nati da materiali di recupero, gli amici del #2014pspf ospitano i prossimi 50 barattoli, prodotti artigianalmente, per l’espansione del progetto. Saranno disponibili dall’inaugurazione del 14 novembre presso il museo di Palazzo della Penna in Perugia, o richiedendoli privatamente.

Se invece ti stai chiedendo cosa sia tutto questo, clicca quì; e per i fondamentali della solargrafia, quà.

Puoi seguire tutto il diario in dettaglio di Almanacco Stenopeico sulla pagina Facebook di La Scatola Oscura.

Di seguito le istruzioni bilingue del barattolo per chi volesse leggerle a grande schermo.

Please scroll down to read operating instructions for the Sungraphic Pinhole can.

ISTRUZIONI PER L’USO

Questo barattolo stenopeico permette di ottenere una fotografia, lasciandolo esposto all’aperto per mesi, grazie al processo della solargrafia. Davanti c’è un minuscolo forellino da dove filtra la luce, che fa da obiettivo. E’ caricato all’interno con un foglio di carta fotosensibile che si svilupperà spontaneamente, grazie agli agenti atmosferici, durante il tempo della sua esposizione alla luce (dai 2 mesi ai 12 mesi). Una volta terminato il processo il barattolo è riutilizzabile e diventa una pinhole one-shot, usando carta fotografica o pellicola.
Posizionare il barattolo: scegliere un posto al sicuro dove possa stare perfettamente fermo per tutta la durata dell’esposizione. Ancorare energicamente ad un supporto saldo. Suggerimento: sono particolarmente apprezzabili immagini ottenute fotografando soggetti in lento movimento (sole, vegetali, cantieri…). Non funziona negli interni. Una volta posizionato, iniziare l’esposizione rimuovendo l’adesivo protettivo davanti all’obiettivo.
Per ritirare il barattolo: coprire l’obiettivo con un adesivo nero e procedere alla rimozione. Aprire il barattolo solo in una stanza buia o in luce soffusa. All’interno, la carta fotografica sarà già sviluppata. Attenzione: fare immediatamente una copia digitale con uno scanner o una macchina fotografica, perchè l’immagine ottenuta è destinata a scomparire in breve tempo, a contatto con la luce. L’unico modo di conservare la foto è tenerla al buio. Visto che l’immagine si presenta al negativo e al rovescio, con un software di fotoritocco usare le funzioni “inverti” e “ribalta” per visualizzare l’immagine correttamente.

PARTECIPA AD #ALMANACCOSTENOPEICO

Questo barattolo è parte del progetto #almanaccostenopeico, in cui svariate persone da tante parti del mondo stanno già documentando la loro avventura con la foto lunga mesi. Tutte le immagini, gli aneddoti, successi e insucessi, sono raccolti su www.lascatolaoscura.com e, successivamente, andranno a comporre una mostra documentaria del progetto.
Raccontaci anche tu il diario di questo barattolo! Sul coperchio c’è un numero di serie che lo identifica: scattati una foto insieme al barattolo, poi una quando lo posizioni, e inviale sulla pagina facebook La Scatola Oscura. Puoi chiedere consigli, se hai dei dubbi, e continuare a raccontare cosa accade al barattolo, fino al giorno in cui lo aprirai, aggiungendo la tua scansione finale a quella degli altri partecipanti. Hai bisogno solamente di un buon posto, di nastro o corda, di una connessione internet e di… poca fretta!
Buon divertimento con la tua foto più lenta.



USING INSTRUCTIONS

This pinhole can allows to obtain a photograph leaving it outdoor exposed for months, thanks to the sungraphic process. There is a tiny hole in the front side where the external light incomes, which works as the camera lens. The can is internally loaded with a light-sensitive paper that will develop itself just by accumulating light and reacting to atmosphere, during a long time of exposure (from 2 months to 12 months). Once the process is finished, the can is reusable and can be used as a one-shot pinhole, loaded with darkroom photo paper or film. To install the can: Choose a safe place where it can remain perfectly still during the exposure. Anchor it vigorously to your chosen support. Hint: particularly noticeable images are obtained by capturing subjects in slow motion (sun, vegetation, construction sites…). It does not work in interiors. Once placed, start the exposure by removing the protective sticker from the front of the lens. To collect the can: cover the lens with a black sticker and remove the can from its placing. open the jar only in an obscured room, or in subdued light. The photo paper will be already developed inside. Please note: the resulting image disappears in a short time, as more as you leave it into light. Therefore you quickly have to make a copy using a scanner or a digital camera. Use a photo editing software clicking on the “Invert” and “flip horizontal/vertical” functions to display the image correctly. The only way to preserve the resulted sheet is to keep it in absolute darkness.

PART IN #ALMANACCOSTENOPEICO

This jar is part of the #almanaccostenopeico project (“pinhole almanac”), in which several people from many parts of the world are already documenting their adventure with the months-long-photos. All images, anecdotes (both good ones and unsuccessful ones!) are going to be collected on www.lascatolaoscura.com, to compose a documentary exhibition of the project later on. Write the diary of this can! There is a serial number that identifies it on the cover: take a picture with the jar, then one when you place it and send them to facebook page La Scatola Oscura. You can ask for advice if you have doubts and continue to describe what happens to the can until the day you open it, adding your final scan to the other participants ones. You just need a good place, tape or rope, an internet connection and a little… patience! Have fun with your slowest photo.

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Durante questa estate sono stato capace di bere/recuperare/farmi regalare/mendicare/rubare 25 barattoli di caffè. Sono diventati 25 pinhole solargrafiche per 25 amici, sparsi in 25 parti d’Italia. Le consegne stanno per essere ultimate, qualcuno ancora lo deve finire di appendere in terrazza/tetto/paletto/campo/strada/pollaio, qualcun altro è già operativo, uno ce l’hanno già fregato da dove era appeso (la gente, si sa… com’è che si dice?). Sul pc ho creato un bellissimo foglio di calcolo su cui annoto numero di serie, proprietario, vita, morte e miracoli del barattolo. Tra una chiacchiera e l’altra tengo i conti e chiedo ai miei affidatari come stanno i barattoli, e tra un pò di mesi di esposizione gli chiederò di aprirli e far tornare le foto alla base. Facile, no?

Per ora, potete seguire tutta la telenovela di consegne/affissioni/defezioni/morti/feriti sul facebook La Scatola Oscura.

A breve, poi, sarà operata una piccola rivoluzione al metodo di produzione/distribuzione dei barattoli, visto che al momento sono ancora indietro ed ho costantemente bisogno di più barattoli di quanti ne riesca a produrne. Per cui, per chi è ancora in attesa, a presto buone news – tanto non è che quì occorra avere molta fretta.

A breve, su #almanaccostenopeico, le fotocronache dei primi cedimenti invernali!

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C’è solo un barattolo di vernice, gli altri son tutti di caffè.

Me li son bevuti tutti io – è per questo che son nervosetto,  al massimo ne ho offerto qualcuno a chi mi è venuto a trovare. Per ora sono otto, ma continuo a bere caffè e ad essere nervosetto, per accumulare barattoli, così posso farci più pinhole per la solargrafia .

Si tratta di posizionare un barattolo in esterno, sulla propria finestra o su una vista che si conosce; un posto che ogni tanto ci si butta abitualmente un occhio, magari in cui si veda la luce del sole, ma soprattutto in cui il barattolo possa stare bello fermo (férmo agg. [lat. fĭrmus «stabile, saldo»]. – 1. Che non si muove, che cioè non è in moto, o non fa nessun movimento) e indisturbato (indisturbato agg. [comp. di in2 e part. pass. di disturbare]. – Non disturbato; per lo più come compl. predicativo, senza subire disturbo o intralcio).

Dal giorno del posizionamento, aspetteremo diligenti che passi qualche stagione e che il foglio di carta fotografica che è dentro si impressioni e si sviluppi spontaneamente, racchiudendo in un solo fotogramma il tempo che è passato: insomma, una posa B di mesi.

Alla fine, i barattoli sopravvissuti a temporali e bufere, a curiosi e a molesti, restituiranno foto che saranno raccolte come un almanacco stenopeico collettivo; un racconto di vedute quotidiane attraverso il tempo, il sorgere e il calare del sole, il meteo, le variazioni del paesaggio.

 

Se vuoi farti offrire un barattolo di caffè e partecipare al progetto, non hai altro da fare che contattarmi ( quì o  ). Ti affiderò, secondo la disponibilità, un barattolo-pinhole numerato, già carico e pronto per scattare, insieme a qualche dritta per accudirlo e per coglierlo quando “maturo”. In cambio, tu parteciperai con la tua foto all’Almanacco. Se invece hai qualche barattolo da portarmi a pinholizzare, tanto meglio, vorrà dire che berrò meno caffè!

Buona estate, autunno e inverno,

Alessio

 

 

 

Tutti gli aggiornamenti dell’ #almanaccostenopeico li trovi su questo blog e su La Scatola Oscura

 

 

Un fine settimana in vetrina. Cuartonigro Photolab si ritrova a Cortona, nello studio di Movimento, per un evento di due giorni in cui verrà presentata al pubblico toscano l’esperienza della camera oscura, privata per i veterani o assistita per i neofiti; e con essa altre diavolerie autarchiche, prime tra i quali grossi scatoloni stenopeici e la immancabile Afghan Box Camera a dissacrare la piazza. Dj set e aperitivi dal pomeriggio a sera. Le creazioni dalla darkroom saranno trasmesse in strada con live webcam (in rosso e nero!), ed allestite in una mostra  continua all’interno degli stessi spazi, davanti alla suggestiva piazza del paese.

 

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Quando il longevo e sempre ironico Umberto Raponi, storico artista dai mille linguaggi ed altrettante bizzarrie, ha visto il mio onniscopio, questi non ha esitato e mi ha pregato affinchè giocassimo un pò insieme con quella stramba arma ludica. Ne è venuta fuori una piccola installazione fotografica, intitolata in suo onore “Raposcopio”, esposta dal 10 Maggio al 27 Luglio alla Torre dei Lambardi di Magione (PG), in onore della sua mostra perdonale “Contaminazione Ludens”.
Questo ed altri scatti sono usciti dalla scatoletta.raponi fotoludibrio

A quanto pare, i resistenti continuano a resistere, e sono in grado di annunciare per il secondo anno la celebrazione della giornata mondiale della fotografia a foro stenopeico, perfettamente sincronizzata con l’ evento worldwide , e da quest’anno con la felice intersezione col Retrò Film Festival .
Un evento creato con le energie di Cuartonigro Photolab, Bracciarubate e l’ass. Fiorivano le Viole.
Il programma è consultabile sulla locandina quì sotto.

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In un tempo e in un luogo imprecisato, accadde che militanti sparsi dell’analogico si incontrarono un giorno in un’officina chiamata Bracciarubate, e lì passarono l’inverno a montare e smontare vecchi pezzi di legno, a mescolare (e non bere) varie pozioni magiche, col Fotoricettario di Ghedina ed altra letteratura obsoleta alla mano.
Da lì a breve è seguita l’autocostituzione spontanea del Fronte di Resistenza Analogica, entità senza sede, senza iscritti – ma con simbolo – a indicare i sparuti focolai spontanei di resistenza autarchica al mercato e alla cultura fotografica dei megastore, e alla ricomprensione della lentezza fotografica.
Chiunque abbia pensato un attimo su come scattare una foto, e non l’abbia fatto d’impulso; chiunque non tiri fuori la sua vecchia Zenit solo per costume, tra uno scatto a raffica e l’altro della  reflex digitale; chiunque si senta aperto allo sbagliare, al riprovare e  sbagliare meglio; e chiunque accetti serenamente che le foto si perdono, che il mondo non è fotografabile nella sua interezza, e che esistono categorie ineffabili della figurazione che non rispondono alle categorie della quantità e della perfezione, può ritenersi parte del F.R.A. .

Il F.R.A. di Perugia attualmente opera nella sede di via Cartolari e durante l’inverno ha fatto ricerche varie sulla riesumazione e la riattualizzazione delle antiche tecniche fotografiche, e inoltre ha girato un pò il centro italia con la performance di ritrattistica semi-istantanea a estetica vintage degli “Arsumigli” (in perugino: “un’immagine che ti assomiglia”, spesso usato per intendere la foto della carta di indentità).
Quì sotto alcune foto delle delle immagini ottenute – inversioni a contatto di scatti con banco ottico su carta fotografica – e di qualche esibizione live.

La documentazione (quasi) completa delle foto la trovate invece quì

 

Si apre sabato 12 aprile presso il Museo della Pesca di San Feliciano, Magione, la mostra fotografica “Da reporter a fotoreporter” collegata al giornalino “Diversamente facile”, realizzato dall’Associazione nazionale persone Down nell’ambito di un progetto che vede coinvolte, oltre al Trasimeno, anche le sezioni di Città di Castello, Foligno, e Perugia.

La mostra è il risultato di laboratori svolti nell’autunno scorso, dove i vari gruppi hanno lavorato sotto la guida del fotografo, che li ha condotti partendo dalla conoscenza degli strumenti, all’uso dell’immagine come racconto e linguaggio interiore, fino alla narrazione cronachistica del territorio attraverso le fotografie; marcando la differenza tra uso soggettivo ed uso oggettivo dell’immagine, e la possibilità di ricavarne una “grammatica” come possibilità espressiva.
Il lavoro fotografico ha fatto da supporto a quello di reporter consentendo ai ragazzi di ampliare il racconto dei luoghi visitati e il loro rapporto con i luoghi fotografati. Parte del materiale servirà da supporto ai testi che i ragazzi scrivono per il periodico realizzato in collaborazione con le associazioni Viaindustriae, Sibha, Coop. Ellelle.

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“Immobili” nasce dalle coordinate di uno smarrimento. Sono mappe caotiche, dei messaggi in bottiglia che cinque passanti spediscono per cercarsi. Siamo in periferia, in quei fazzoletti di terra tra i quali, timidamente, una città lascia spazio alla sua vicina . Armati di macchina e pellicola, i nostri cercano di penetrarvi, di disegnare i limiti dell’agglomerato, ma ben presto l’impresa cessa di essere un viaggio cartesiano: i palazzi si infittiscono, le finestre si ripetono, e le saracinesche, una volta abbassate, cessano di dare informazioni sulla vita.  “Immobili” è un dedalo di punti di riferimento inutili, perché non caratterizzanti. Pattern urbani usati come sassolini bianchi per ritrovare la strada di casa. E’ uno sguardo sulle grammatiche del cemento; un’ipotesi dal di dentro – e quindi completamente personalista e frammentaria – sulla psicogeografia dell’abitare. Abbraccia tutti i luoghi, oppure nessuno. Esattamente da lì i cinque fotografi si inviano cartoline in bianco e nero per indicare la propria s-posizione.

Cuartonigro Photolab è una stanzetta oscura in uno spazio comune, con delle persone che si chiudono dentro a luce rossa. Qualcuno accende la sigaretta, imposta una stampa in bianco e nero, sbaglia; poi prova di nuovo, e sbaglia meglio. Dai rottami russi al foro stenopeico, dai pennelli al caffè solubile, con guanti e spugna o le mani nell’acido, ogni gioco è buono.

il sito del festival, che si terrà a Perugia dal 15 al 24 novembre, CERP Rocca Paolina e Palazzo della Penna: http://www.perugiasocialphotofest.org/cuartonigro-photolab/

 

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