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Archivio mensile:maggio 2013

Oggi si inaugura al Museo della Pesca del Lago Trasimeno la retrospettiva di Progetto Oskar, intervento di arte relazionale lungo le sponde del lago di Fabrizio Segaricci. Un’idea a progressiva espansione territoriale avviata a partire dal 2012 che prevede la piantumazione di pomodorini Oskar in zone abbandonate e dismesse, nel tentativo di coinvolgere la popolazione e i passanti nella loro cura.
Nella mostra è raccontato anche “Maturato al sole“, l’ intervento solargrafico sul luogo dell’installazione, dove la crescita dei pomodori è stata fotografata in un’unica lunghissima immagine prodotta da una scatoletta pinhole che ha accompagnato l’estate delle piantine.

La collaborazione tra pomodori e scatole sarà in giro per l’Umbria nei prossimi mesi sotto forma di workshop per bambini (e bambini adulti) dove si pianteranno nuovi pomodori e si giocherà con la solargrafia. Verranno realizzate foto e attività espressive per “rimettere in gioco” la natura. I bambini saranno poi chiamati a prendersi cura comunitariamente della crescita delle piantine
Prima uscita il 22 maggio a Palazzo Lucarini (Trevi), nell’ambito dei laboratori didattici di Officinedellumbria.

progettooskar

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In occasione del primo pinhole day a Perugia è stato varato un progetto che al Cuartonigro Photolab teneva banco da un bel pò: la costruzione di una Afghan box camera per fare dei ritratti (quasi) istantanei in strada.
Nella strada che da Kabul porta diritta a Perugia abbiamo affrontato varie problematiche di costruzione e di stile, fino alla decisione di realizzare lo strumento con citazioni e reinterpretazioni che lo avvicinassero alla nostra cultura cristiana.
Innanzitutto l’uso di materiali poveri e riciclati: parte della struttura proviene da un mobile che fino a una settimana prima abitava nella mia cucina, viti, ferri e assi trovati quà e là, l’obbiettivo di una vecchia Polaroid Colorpack, il “vetro smerigliato” ottenuto rigando con carta vetrata la copertina di un cd, le vasche interne di semplici plastiche alimentari, e infine, il manicotto oscuro per mettere le mani dentro è una vera e propria manica di un bomberino di pelle.
La necessaria occidentalizzazione della scatola verso orbite più neoplatoniche e cattolicizzanti è il tocco finale. Dei lucidi trascendentali intervengono nella fase dell’inversione del fotonegativo, lasciando il segno dell’intervento celeste, nel finale di questo processo che ai passanti sembra un pò una magia (obbiettivo centrato in pieno, quindi!).

Pubblico quì qualche foto documentaria e qualche foto ottenuta durante la giornata, recuperate da varie macchine fotografiche e varie tasche. La macchina era fresca di costruzione e sulle prima ci ha dato del filo da torcere, poi l’assalto della gente ha fatto il resto.
Attualmente la Afghan Box Christian Pop camera è in fase di restauro, perfezionamento e colorazione. Prossimamente foto e un post dettagliato che illustrerà meglio il miracoloso dispositivo, ma soprattutto la prossima uscita pubblica, prevista per domenica 9 giugno a Perugia; inutile dire che vi aspettiamo!

Pinhole grande formato
Porto Marghera e dintorni